Attività di Arpac in materia di Ostreopsis Ovata

Ostreopsis ovata è un’alga microscopica unicellulare che vive abitualmente nelle acque calde dei mari tropicali. Il trasporto nelle acque di sentina delle navi e le condizioni climatiche favorevoli hanno consentito alla microalga di svilupparsi anche alle nostre latitudini. Tale specie, in particolari condizioni, può produrre tossine (ovatossina) potenzialmente pericolose per l’uomo.

In concomitanza di fioriture di O. ovata lungo alcune aree costiere, è stata associata una sindrome simil-influenzale nei bagnanti o in persone che stazionavano lungo il litorale in seguito all’inalazione di aerosol marino, con segni e sintomi quali irritazioni delle prime vie aeree, tosse, difficoltà respiratorie, irritazione a carico delle mucose oculari e della cute e febbre. L’ingestione di matrici contaminate dalle tossine prodotte da O. ovata comporta rischi per la salute associati alle loro tossicità e al loro bioaccumulo nei molluschi marini eduli, nei crostacei e nei pesci, che hanno dato luogo ad avvelenamenti anche letali in regioni tropicali. Non sono noti casi d’intossicazione a seguito d’ingestione di acqua durante attività di balneazione in aree interessate da fioriture della microalga.

L’ARPAC, sin dal 2007, attua sulla matrice acqua un programma di monitoraggio sulla presenza di Ostreopsis ovata lungo il litorale campano. Tali controlli sono effettuati ai sensi della normativa vigente (d.lgs. 116 del 30 maggio 2008 e DM 30 marzo 2010) adottando i criteri contenuti nelle linee guida del Ministero della Salute su Ostreopsis ovata, in cinquanta punti di prelievo tra quelli appartenenti alla rete di monitoraggio per i controlli sulla qualità delle acque di balneazione.

Contestualmente ai controlli sulle acque di balneazione, il personale ARPAC a bordo dei battelli, effettua, durante l’intero periodo di attività, una sorveglianza visiva finalizzata a individuare eventuali fioriture della microalga in presenza di schiume superficiali, opalescenza delle acque e colorazioni anomale, presenza di materiale di consistenza gelatinosa in sospensione e aggregati mucillaginosi.

Per il rischio associato all’ingestione di matrici contaminate dalle tossine prodotte da O. ovata, l’ARPAC svolge, nell’ambito di progetti Regionali (in attuazione a quanto previsto dai Piani Regionali Integrati), controlli sulle matrici macroalgale e organismi marini eduli.

Attualmente, il programma di monitoraggio prevede un periodo d’indagine di tre mesi, da luglio a settembre, con prelievi di macroalghe in quattro stazioni a frequenza bimensile e campionamenti di organismi marini eduli (mitili e ricci) in occasione di superamento del limite di 10.000 cell/gr o 10.000cell/l nei campioni di macroalga o di acqua superficiale.

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