Indietro Solofra, nei capannoni trovati rifiuti pericolosi

Data Pubblicazione: 05-mar-2026

C'erano anche materiali contenenti amianto, altamente pericolosi per la salute, tra i 60 metri cubi di rifiuti abbandonati nell’area industriale di Solofra. È quanto emerso dall’attività investigativa dei Carabinieri Forestali nell’ambito dei controlli contro l’inquinamento del fiume Sarno che ha portato a sequestrare anche quattro capannoni. Oltre all'amianto, sono stati rinvenuti rifiuti misti provenienti da attività di costruzione e demolizione, guaine bituminose e pneumatici fuori uso. Un cumulo di rifiuti pericolosi accantonati nell'area industriale che ha fatto scattare il sequestro di un intero stabilimento e il deferimento alla Procura di un imprenditore locale. È questo l’esito di un’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino, impegnati appunto una più ampia azione di contrasto ai fenomeni di inquinamento del fiume Sarno. L’operazione è stata portata avanti in sinergia con i militari della locale Stazione e con il supporto tecnico del personale dell’Arpac. Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino un 50enne, amministratore unico di una società con sede a Solofra. Secondo quanto emerso dalle verifiche, la società non avrebbe provveduto alla bonifica del sito né allo smaltimento dei rifiuti depositati nell’area industriale. Si tratta, dunque, di circa 60 metri cubi di materiali, classificati in parte come pericolosi. Tra questi figurano amianto, rifiuti misti provenienti da attività di costruzione e demolizione, guaine bituminose e pneumatici fuori uso. Un quadro che ha destato particolare preoccupazione per la presenza di materiali contenenti fibre di amianto, notoriamente pericolose per la salute umana se disperse nell’aria. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la presenza di coperture in amianto sui capannoni industriali, in cattivo stato di conservazione e prive del previsto programma di controllo e manutenzione. Una circostanza che, secondo i militari dell'Arma, avrebbe potuto determinare un potenziale rischio per la salute pubblica, legato alla possibile aerodispersione di fibre nell’atmosfera. Alla luce delle irregolarità riscontrate, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intero stabilimento industriale: si tratta di quattro capannoni con relativa area di pertinenza, per una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di controlli ambientali finalizzati alla tutela del territorio e del bacino del Sarno, da anni al centro di attività di monitoraggio e repressione degli illeciti ambientali. I controlli, fanno sapere i carabinieri, proseguiranno anche nei prossimi giorni per garantire la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente. Una settimana fa a Solofra è stata sequestrata una conceria del valore di oltre tre milioni di euro sempre nell’ambito dei controlli contro l’inquinamento del fiume Sarno. È stato denunciato un imprenditore 54enne per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e per aver svolto l’attività senza le necessarie autorizzazioni ambientali, scaricando reflui industriali direttamente nella fognatura. I militari hanno accertato che l’imprenditore esercitava l’attività di concia in assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera ed allo scarico delle acque reflue industriali e piovane. I carabinieri all'interno hanno trovato circa 150 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi, tra cui fusti di oli esausti e prodotti chimici in contenitori di plastica, depositati in modo incontrollato e privi di caratterizzazione e classificazione.

 

(immagine di repertorio; licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license; author: Holapaco77, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pickup_Carabinieri_Forestali.jpg; fonte dell'articolo: Il Mattino Avellino)